DALLE SEZIONI

PAESAGGIO BENE COMUNE

Ciclo di incontri sulla cultura del paesaggio

Casa della Cultura, via Borgogna 3, Milano (MM1 San Babila)

I edizione a cura di Flora Vallone

Gli incontri si terranno a Milano (con cfp per architetti e agronomi) e saranno anche trasmessi in diretta streaming su youtube https://www.youtube.com/channel/UCOwlfFIBo7BodFil6UU7oNg/live

Lunedì 19 febbraio 2018, ore 18.00
Annalisa Calcagno Maniglio
Per un paesaggio di qualità
intervengono: Andreas Kipar, Pierfrancesco Maran, Paolo Mazzoleni

Lunedì 19 marzo 2018, ore 18.00
Massimo Venturi Ferriolo
Paesaggi in movimento
intervengono: Michael Jakob, Anna Lambertini, Domenico Luciani

Lunedì 26 marzo 2018, ore 18.00
Biagio Guccione
Maestri di Paesaggistica
intervengono: Marco Bay, Raffaele Milani, Giovanni Sala

Giovedì 5 aprile 2018, ore 18.00
Franco Zagari
Piccoli universali di architettura e di paesaggio
intervengono: Antonio Longo, Marco Romano, Paolo Villa

scarica la locandina degli incontri

 

Paesaggio Bene Comune

di Flora Vallone

Con Casa della Cultura e DASTU- Politecnico di Milano abbiamo quest’anno inaugurato un nuovo ciclo di incontri sui temi del Paesaggio.

La liaison promette bene e sarà certamente foriera di approfondimenti e contaminazioni tra le tante discipline che sul Paesaggio convergono e che troveranno apposito spazio nei rispettivi siti web e relativa rete di competente e certamente interessante raffronto.

Da anni AIAPP promuove la Qualità del Paesaggio attraverso la disciplina dell’Architettura del Paesaggio. Anche senza richiamare i fondamentali e ben noti contributi del ns fondatore Pietro Porcinai sin dagli anni ‘50, lo abbiamo fatto più recentemente (ma con lo stesso spirito a volte anche pionieristico) insieme a molti colleghi paesaggisti internazionali da Michel Desvignes, a Martha Schwartz, Peter Latz, Christoph Girot, Henry Bava, … quando con i Giovedì Verdi dell’AIAPP portavamo al Museo di Storia Naturale di Milano tanti studenti, progettisti, tecnici del Comune di Milano e molti cittadini interessati a capire come migliorare le proprie città.

Oggi, a rappresentare la finalmente raggiunta pervasività dell’Architettura del Paesaggio, non solo nella Professione ma anche nella Formazione, lo facciamo con i colleghi italiani che l’hanno promossa e introdotta nelle Università italiane, con appositi corsi di laurea e master, libri di testo e lezioni, workshop e concorsi, così incrementando il folto gruppo di paesaggisti italiani di cui oltre 800 rappresentati in AIAPP- Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio e IFLA- International Federation of Landscape Architects.

Sempre più acclarato protagonista di Salute, Benessere, Qualità della Vita, il Paesaggio merita sempre più attenzione operativa, approfondimenti scientifici, norme e incentivi anche economici, perchè realmente divenga il luogo -fisico e culturale- dove il cittadino possa esercitare e sviluppare le proprie capacità e aspettative di vita, individuali e collettive, in una ritrovata comunità coesa e partecipata. In un Paesaggio Bene Comune

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di Luigino Pirola

Ringrazio la Casa della Cultura, il Politecnico di Milano e la Sezione Lombardia di AIAPP nella persona della sua Presidente l’architetto paesaggista Flora Vallone.

Saluto con apprezzamento questa serie di incontri che mette al centro il Paesaggio come Bene Comune e il mestiere del progettista di paesaggio.

Il Paesaggio che la Repubblica tutela nella sua carta costituzionale proprio nei primi articoli, che sono la struttura portante dell’idea repubblicana.

La qualità del paesaggio è il tema del primo incontro. E quale modo migliore di trattarlo se non cominciando con una protagonista della Cultura e della Scienza del Paesaggio in Italia: Annalisa Maniglio Calcagno professore emerito di Architettura  del Paesaggio.

La Donna che ha portato per prima in Italia la Scuola di Paesaggio 30 anni fa. Dalla sua scuola di Genova altre scuole hanno preso vita in tutt’Italia riportando nel nostro paese l’insegnamento di una disciplina fondamentale: L’ ARCHITETTURA DEL PAESAGGIO.

Così come si intitola il suo famoso libro su cui tutti abbiamo studiato trattando dell’evoluzione storica.

È stata consulente del Consiglio d’Europa per la Convenzione Europea del Paesaggio (tanto disattesa …).

Le è stato conferito il premio Sir Geoffrey Jellicoe dall’International Federation of Landcape Architects Europea e l’onorificenza di AIAPP.

Osservatrice attenta e critica della scena italiana e internazionale sui temi del Paesaggio e anche stasera lo dimostrerà molto chiaramente.

Torniamo al tema.

Proprietà intesa come committenza, Progetto, Partecipazione, Produzione e Pianificazione intesa come gestione, sono le 5 P di un progetto di Paesaggio per garantirne la buona riuscita, la qualità e la durata.

Senza queste cinque gambe il tavolo traballa.

Queste 5 parti devono essere la premessa di ogni trasformazione del Paesaggio che metta al centro la cultura dei luoghi e la cultura delle risorse.

Oggi che la Sostenibilità, la Green Economy, l’Identità e la Resilienza sono parole d’ordine alla base di ogni processo e e di ogni progetto.

Quel Paesaggio come può sostenere quella trasformazione e con quali risorse?

Iniziare questa rassegna di incontri con Annalisa Maniglio Calcagno che rappresenta la Formazione dei paesaggisti in Italia è di grande portata così come avere invitati qui questa sera per parlare di Qualità del Paesaggio un grande paesaggista come Andreas Kipar, un alto rappresentante della Pubblica Amministrazione come l’assessore Pierfrancesco Maran e il Presidente dell’OAPPC di Milano l’architetto Paolo Mazzoleni è il modo giusto per partire … ci sono un po’ tutte le 5 gambe del tavolo Flora! Brava!

Da 70 anni AIAPP associazione di professionisti mette al centro il mestiere del paesaggista.

Lo mette a la centro perché facendo bene questo mestiere (insegnandolo i docenti, praticandolo i professionisti, raccontandolo gli studiosi, usandolo i committenti) AIAPP promuove e migliora la conoscenza, la conservazione attiva, la tutela e la promozione dei valori del paesaggio, come recita il suo statuto.

In modo transdisciplinare e interlocutorio.

La rete, la trasversalità di saperi, la contaminazione e il lavoro comune sono chiavi e metodo necessari oggi per riuscire bene.

Lavorando con le comunità, con le caratteristiche naturali e culturali di un paesaggio, le sue stratificazioni, i suoi materiali, le sue tecniche costruttive, le sue risorse e la sua capacità di ‘portanza’.

In una visione a tutto tondo e transdisciplinare dove il paesaggista per sua formazione può svolgere il ruolo di facilitatore di processo e coordinatore di progetto.

Dobbiamo pretendere la presenza dei paesaggisti nelle commissione per il paesaggio, nei concorsi di progettazione, nelle giurie, nelle soprintendenze, nei gruppi di lavoro.

Se non facciamo questo perdiamo un’occasione, un plusvalore e una risorsa per il Paesaggio, senza il cui Progetto, inteso come atto di intelligenza nello spazio, non abbiamo un risultato di Paesaggio Bene Comune di QUALITÀ.

 

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