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Alberi maturi e il loro ruolo nella forestazione urbana

Alberi maturi

e loro ruolo nella forestazione urbana

 

Gli alberi che crescono nelle strade, nelle piazze e nei parcheggi delle nostre città sono senza famiglia. A differenza di quelli cresciuti in un bosco, non hanno goduto delle cure parentali delle piante genitrici e non hanno fatto parte del wood wide web, la rete sotterranea che in un bosco unisce tutte le piante dando vita ad un “superorganismo” dove tutti sono utili e prevale la collaborazione sulla competizione.

Annegati nell’asfalto e nel cemento, con pochissima pessima terra in cui allungare le radici, soffocati dal compattamento che impedisce ad acqua ed aria di circolare nel suolo, senza sostanza organica nè micorrize nè concimazioni, i nostri alberi vivono la loro vita in condizioni difficili e precarie. Nonostante ciò forniscono il loro contributo prezioso, i servizi ecosistemici di cui abbiamo vitale bisogno: ombra, ossigeno, assorbimento di gas inquinanti e climalteranti, polveri e polveri sottili, paesaggio, identità, benessere psico-fisico, biodiversità.

Gli alberi maturi, piantati qualche decina/centinaio di anni fa, sono in grado di fornire qui ed ora tutto ciò: quando si decide di abbatterli perchè è arrivato il loro “turno” per sostituirli con giovani piante si sta creando un vuoto di durata incerta nella fornitura dei servizi ecosistemici perchè le nuove piante, se non muoiono di incuria strada facendo, avranno bisogno di decenni per arrivare a fornire gli stessi benefits di quelli che li hanno preceduti.

L’unico motivo che giustifica l’abbattimento di un albero è il rischio che provochi danni a cose e persone, rischio che solo un forestale arboricoltore certificato può davvero valutare; per poi stabilire se l’albero è da abbattere, potare e/o consolidare. Non ci possono e non ci devono essere altre motivazioni, neanche di ordine economico, e in ogni caso anche abbattere per sostituire e poi manutenere ha dei costi per le amministrazioni.

La forestazione urbana e tutta la recente normativa all’insegna del pensiero green va intesa come integrazione al verde esistente e non come sua sostituzione: le risorse umane e materiali vanno distribuite tra conservazione e valorizzazione del verde esistente e suo incremento con nuove piantagioni. Si aggiunga, non si sostituisca se non in casi di comprovata necessità. E si lavori con competenza, tutti: da chi pianifica a chi progetta, da chi realizza  a chi fa manutenzione.

La competenza è frutto di studio e di costante aggiornamento: tutti i soggetti della “filiera” devono formarsi, a cominciare dalle stazioni appaltanti, anche le più piccole. E alla formazione vanno affiancate l’informazione ai cittadini e l’ascolto delle loro richieste, così come l’educazione di bambini e ragazzi nelle scuole: sono loro i cittadini di domani, quelli che sceglieranno gli amministratori forse anche sulla base di una comune consapevolezza della necessità di rendere le città davvero sostenibili, biodiverse, in grado di mitigare e adattarsi al cambiamento climatico.

 

Alessia Brignardello

 

Sezione Territoriale
Lazio Abruzzo Molise Sardegna - Delegato Territoriale Abruzzo Molise

Tipologia
Socio Ordinario

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