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“Storie di Giardini” in ricordo di Paolo

Il contributo di AG&P greenscape:

Un anno fa ci lasciava Paolo Villa, socio fondatore di AG&P greenscape. Per noi è stato un mentore e un punto di riferimento, e tutt’oggi continuiamo a chiederci quale sarebbe il suo pensiero in merito ai nostri progetti di paesaggio e non solo.

Oggi vogliamo raccontarvi di un suo progetto ideato qualche tempo fa, che abbiamo avuto l’onore e il piacere di portare a termine e di cui siamo particolarmente orgogliosi: il libro di Paolo Villa, intitolato “Storie di Giardini/Garden Stories. Lago Maggiore”.
Questo volume onora la sua opera, di progettista e di pensatore, la sua filosofia e il suo metodo di lavoro attraverso il racconto di una serie di progetti legati uno all’altro, che hanno interpretato angoli di paesaggio sulle sponde del lago Maggiore. Il libro contiene oltre a bellissime immagini, gli schizzi e gli appunti dei taccuini di viaggio che Paolo Villa ha trasformato in preziosi giardini.

Il libro, edito da Rizzoli, uscirà nella tarda primavera. Oggi però vogliamo regalarvi in anteprima la copertina con la quale lo troverete presto nelle librerie e che pensiamo rappresenti nel modo migliore il lavoro di Paolo. Nel libro sono presenti anche diverse testimonianze di chi ha vissuto a stretto contatto con Paolo durante la sua vita professionale.
Tra questi, Giacomo Cocozza, architetto e imprenditore, con il quale ha collaborato lungamente e che lo ricorda con un breve contributo (estratto in parte dal libro) che vogliamo condividere con voi in questo anniversario.

 

Un amico e un precursore.
Paolo Villa lo conoscevo da quando eravamo ragazzi, compagno e amico di gioventù.
Ci siamo persi di vista fino a rincontrarci casualmente a metà degli anni ottanta, entrambi architetti, lui specializzato nel paesaggio, io imprenditore immobiliare.
A quel tempo l’attenzione e la cura del paesaggio non erano considerate né un valore né una priorità. Dichiararsi architetti paesaggisti induceva espressioni di stupore e incredulità, soprattutto nell’ambiente concreto e spiccio dell’imprenditoria milanese, ma questo accade sempre a chi è “precursore”.
Invece questa sua visione, l’energia con cui credeva nella centralità del paesaggio e nella sua valorizzazione e cura mi incuriosirono e mi spinsero a pormi delle domande. Decisi di considerare il suo punto di vista nel mio lavoro, e tanti anni dopo posso dire che questa intuizione mi ha procurato grandi soddisfazioni (…). Paolo sapeva anticipare i tempi e l’ha fatto fino all’ultimo. Nella sua maturità aveva capito anche che ogni progetto è una storia da raccontare, come gli splendidi giardini contenuti in questo volume, che ne rivelano pienamente l’essenza. Era consapevole che tutti abbiamo bisogno del bello, ma soprattutto vogliamo perderci in un racconto, scoprire dei tesori e avere delle rivelazioni.

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